Sicurezza informatica: guida completa per aziende

In un mondo sempre più digitalizzato, la sicurezza informatica sta diventando un punto critico per le aziende italiane.

Perché anche se usiamo software, app, computer e siti web sempre di più, molte aziende hanno dei protocolli di sicurezza insufficienti.

Te ne andresti mai dall’ufficio il venerdì pomeriggio senza chiudere la porta a chiave?

È questo quello che stai facendo ogni giorno, inconsapevolmente, se ignori l’importanza della sicurezza informatica.

Questo articolo vuole aiutarti a rendere la tua azienda più sicura sul fronte digitale, grazie a pratiche e software di sicurezza moderni.

Parleremo di quattro aspetti in questo articolo:

  • Backup per non perdere dati.
  • Pratiche migliori per evitare di prendere virus e malware.
  • Come non farsi rubare password e dati sensibili.
  • Come proteggere i propri account aziendali da accessi non autorizzati.

Negli ultimi 20 anni, il ruolo della tecnologia è cresciuto sempre di più per aiutare le aziende ad essere più efficienti. Ora è finalmente il momento di adeguare la tua sicurezza.

Prima di iniziare: note importanti

La sicurezza informatica della tua azienda è tanto forte quanto il suo punto più debole

Questo è un errore comune: pensare che implementare una singola soluzione o procedura sia sufficiente per aumentare la sicurezza informatica nella tua azienda.

La realtà, purtroppo, è che la sicurezza della tua azienda è tanto forte quanto il suo punto più debole. Quindi non implementare solo uno o due dei punti di questa guida: integrali tutti, dal primo all’ultimo. Altrimenti, avrai solo sprecato tempo.

La sicurezza informatica è importante!

Sì, sei stai leggendo questo articolo, immagino che tu già sappia di dover implementare la sicurezza informatica in azienda. Altrimenti, staresti facendo altro. Ma forse ancora non ti rendi conto di quanto sia importante.

Ci sono i rischi legali da una parte, ad esempio la GDPR o consenso privacy: non ne parleremo direttamente in questo articolo, perché non siamo esperti legali. Ma sappi che molte dei consigli che trovi applicati in questo articolo ti aiuteranno anche sul fronte legale.

Ma la preoccupazione maggiore che ora non hai (e che dovresti avere), è di quanto sia grave un problema sul fronte della sicurezza.

Al giorno d’oggi, le operazioni di una PMI si basano in gran parte sui sistemi informatici.

  • Hai un computer fisso sulla tua scrivania.
  • Forse usi un VoIP, o un software di gestione clienti.
  • Hai un sito web per presentare l’azienda, o un ecommerce che accetta pagamenti.
  • Fai le fatture direttamente sul computer.
  • Fai marketing online.
  • Le schede clienti, fornitori e altri dati sono tutti su un software.

Cosa faresti se non potessi usare nessuno strumento digitale?

Nessun computer, telefono, software, app.

Quanti soldi perderebbe la tua azienda ogni giorno? Quanti clienti?

Devi essere pronto. Perché bene che vada, un attacco o problema informatico è uno dei singoli peggiori eventi che possono distruggere la tua produttività.

Dovresti fare tutto per allontanare l’eventualità di un attacco informatico. Secondo questo studio, molti clienti di un’azienda digitale smettono di acquistare in seguito a un attacco informatico.

Gli attacchi informatici sono più comuni di quello che pensi

Nella prima parte del 2019, gli attacchi informatici hanno esposto più di 4 miliardi di dati sensibili.

Nel mondo c’è un attacco informatico ogni 39 secondi. Sono 2244 attacchi ogni singolo giorno dell’anno.

La maggior parte di questi attacchi sono automatici. Ossia non c’è una persona che ti prende di mira, ma è un computer che sceglie obiettivi casuali.

E non pensare di essere al sicuro solo perché sei una piccola azienda, al contrario. Gli attacchi informatici si focalizzano soprattutto sulle PMI, perché hanno un buon numero di dati sensibili ma con una bassa sicurezza informatica.

In questo articolo imparerai a difenderti sia dagli attacchi automatici, sia da quelli mirati (ossia che puntano la tua azienda in particolare).

Proteggi le tue password

La sicurezza informatica parte dalle password: se non le scegli nel modo giusto, e le gestisci correttamente, tutto il resto crolla come un castello di carte.

Nel mondo moderno, non basta più impostare una password generica per tutti i tuoi account e pensare di essere protetto. Ci sono delle pratiche che devi seguire per la tua azienda.

Cos’è un attacco Brute Force?

Ci sono due modi per bucare la tua password: o indovinandola, o con un attacco brute force.

Un attacco brute force è un attacco nel quale un bot che conosce il tuo indirizzo email o nome utente, prova a caso centinaia di password al secondo. Una volta che la indovina, è dentro al tuo account.

Vediamo come difenderci da un attacco brute force.

Come scegliere una password sicura

Può sembrare pericoloso, ma non è così. Difendersi da un attacco brute foce è molto semplice: basta usare password lunghe.

Usa sempre password di almeno 10 caratteri. Se la password protegge informazioni particolarmente importanti, almeno 15 caratteri.

Cerca di usare una combinazione che contiene il più possibile di questi elementi:

  • Lettere maiuscole.
  • Lettere minuscole.
  • Numeri.
  • Simboli, ad esempio: £$%)/&^@#§{

Ed ecco alcuni altri consigli per rendere le tue password a prova di attacco brute force:

  • Non usare sequenze di caratteri uguali, ad esempio: 459gjTTTT=! (il TTTT evidenziato non va bene, usa caratteri diversi l’uno dall’altro).
  • Non usare nemmeno sequenze di numeri o lettere ad esempio: qwerty (tasti vicini sulla tastiera), abcdef, 12345.
  • Non usare caratteri simili al posto delle lettere in parole comuni. Ad esempio: P4$$W0RD

Se segui questi consigli, la tua password sarà al sicuro da qualsiasi attacco brute force. Puoi testare la sicurezza di una password con questo tool: se vedi una barra verde, allora la tua password è sicura.

Test sicurezza password superato.

Se vuoi approfondire l’argomento password, ho scritto un articolo dedicato su come proteggere la tua password.

Usa un password manager

Tutto il lavoro di sicurezza informatica che puoi fare viene distrutto se le tue password vengono memorizzate in un foglietto volante, Dropbox, o documento online.

Usi password complesse che non puoi ricordarti? Ottimo! Idealmente, nemmeno tu dovresti conoscere le tue password. Io non ho idea di quale sia la mia password per entrare come amministratore in questo blog.

E allora come fai ad entrare nei vari account, se nemmeno tu conosci la password?

La soluzione si chiama password manager.

Un password manager (gestore di password) è un software sul quale salvare tutte le tue password. Sarà poi il password manager a inserire le password nel sito web automaticamente, senza richiedere il tuo input.

Usare un password manager ha diversi vantaggi:

  • È più veloce rispetto a digitare la password.
  • Puoi usare password molto complesse e diverse per ogni sito web.
  • Ti protegge dai keylogger (un tipo di virus informatico).
  • Puoi condividere le password con il tuo team in modo sicuro, senza che la possano leggere (l’app inserisce la password senza mostrarla al collaboratore).
  • Puoi portare le tue password sempre con te: computer, laptop, ipad, smartphone…

Il password manager che uso io personalmente è Lastpass. Ha un plugin per ogni browser (altamente consigliato) e un’app per il telefono (fondamentale per la doppia autenticazione).

Come proteggere il tuo password manager

Potresti pensare:

Ma è un rischio enorme! Se qualcuno scopre la password del mio password manager, sono rovinato!

Ed è vero. Per questo i password manager usano una serie di misure di sicurezza per evitare che succeda. Segui questi consigli, e sarai a posto:

  • Non usare mai la password del password manager per altri siti: deve essere unica, e di almeno 15 caratteri.
  • Non scrivere mai la password da nessuna parte, per nessun motivo. Memorizzala (è l’unica password che devi memorizzare).
  • Attiva sempre la doppia autenticazione (ne parlo più avanti).
  • Non salvare mai la password per comodità, e richiedi di ri-digitarla ogni qualche ora.

Usa password diverse per ogni sito

Il più grande vantaggio per la sicurezza informatica di un password manager, è che ti consente di usare una password diversa per ogni sito o account.

Se ancora memorizzi le tue password, è impossibile usarne centinaia diverse. Così come è impossibile usarne di troppo complicate (ossia migliori).

Ma se è il password manager a inserire la password in ogni sito, questa limitazione svanisce. Senza contare che Lastpass può automaticamente generare una password unica ogni volta che compili un modulo di registrazione online.

Perché è importante usare password uniche per ogni sito?

Le password uniche sono fondamentali perché limitano i danni di un attacco informatico.

Non importa quanto stai attento, prima o poi una tua password diventerà pubblica. Può essere una disattenzione tua o di un tuo collaboratore, un attacco brute force, o una vulnerabilità su un sito web sul quale hai un account. Ad esempio, un sito al quale sei registrato ha tutte le password in chiaro in un database, e il database viene rubato (è più comune di quanto pensi).

Se usi quella password solo su un sito specifico, poco male: recuperi quell’account, cambi la singola password, e sei a posto.

Ma se quella password è usata anche per la tua banca online, Paypal, account WordPress, web admin, portale del supporto clienti e decine di altri software che usi per lavoro?

Allora sei in grossi, grossi guai. Tutti i tuoi account sono vulnerabili. E devi passare giornate intere di ansia a cambiare tutte le tue password. Sempre con il rischio di dimenticarti qualche sito che rimarrà vulnerabile per sempre.

Per questa ragione, se vuoi restare al sicuro dagli attacchi informatici, è obbligatorio avere una password diversa per ogni sito.

Usa SSO quando possibile

SSO, o Single Sign On, è un sistema per gestire l’accesso a siti e applicazioni senza il bisogno di password.

Hai presente, quando fai login in certe applicazioni, che hai la possibilità di entrare con il tuo account Google o Facebook? Quello è un esempio di SSO:

esempio single sign on per aziende

Come funziona SSO?

Diciamo che voglio registrarmi a Dropbox. Posso creare un account con username e password, oppure posso usare SSO. Invece di registrarmi normalmente faccio login con il mio account SSO, e potrò automaticamente entrare in Dropbox.

È lo stesso concetto del password manager: devi ricordarti un solo login e una sola password per accedere a tutti i tuoi account. Ma più complesso a livello tecnico e quindi con più funzionalità.

Il vantaggio è che ho un singolo account SSO per tutti i software che uso, e le mie credenziali e password sono in un unico posto. Questo rende molto più semplice la gestione dei diversi account e migliora la sicurezza informatica: sono meno a rischio che un attacco informatico mi rubi la password, visto che non è in ogni database di ogni app alla quale sono registrato.

Lastpass, il software di gestione password che ho consigliato poco sopra, supporta anche il sigle sign on.

Doppia autenticazione: il singolo più importante elemento di sicurezza informatica

La doppia autenticazione, o 2FA, è il singolo elemento più importante per la tua sicurezza informatica: dovresti usarlo quando possibile.

Altrimenti chiamata MFA (MultiFactor Authenticator), è una verifica di identità supplementare alla password.

È sempre possibile che un attacco informatico scopra la tua password. Con la doppia autenticazione, il tuo account rimarrà comunque protetto.

Forse ti è già capitato quando hai fatto accesso ad esempio a Google: prima di farti accedere all’account, ti viene richiesto di confermare la tua identità sul telefono, o inserendo un codice che ti è arrivato via SMS o email. Quella è la doppia autenticazione.

La doppia autenticazione più sicura è quella via app del telefono (la più comune è Google Authenticator, ma anche Lastpass supporta questa funzionalità), o via SMS. In questo modo, per accedere a un account, una persona deve avere sia la password che l’accesso fisico allo smartphone.

La doppia autenticazione tramite email è meno sicura per due motivi:

  • Alcuni provider email hanno un basso livello di sicurezza (se usi Gmail sei a posto, ma altri provider sono meno sicuri).
  • Non serve l’accesso fisico a nessun dispositivo per completare la doppia autenticazione, basta l’accesso alla casella di posta.

Purtroppo alcune app sono rimaste indietro sulla sicurezza informatica, e non supportano 2FA. Ma quando è possibile, dovresti sempre attivarlo: è la singola più importante precauzioni che puoi prendere per tenere al sicuro i tuoi dati.

Usa burner card per gli acquisti online

C’è questa credenza che mettere la carta di credito per pagare online non sia sicuro. In realtà, se acquisti da siti con una buona reputazione, hai le stesse sicurezze di acquisto offline.

Ma acquistare online diventa ancora più sicuro se usi una burner card, chiamata anche privacy card. È una carta virtuale che viene disattivata dopo un singolo acquisto.

Diciamo che voglia acquistare un prodotto online con carta di credito, ma non mi fido al 100% del sito: potrebbe attivare a mia insaputa un abbonamento, o comunque non voglio che abbiano per sempre a disposizione i dati della mia carta aziendale.

Creo quindi una burner card, e la associo al mio conto. Uso poi questa nuova carta per l’acquisto. Appena confermata la singola transazione, quel numero di carta viene disattivato per sempre e io sono al sicuro.

Per essere ancora più al sicuro, puoi creare un conto virtuale prepagato da associare a quella carta, e ricaricarlo solo dell’importo esatto del prodotto che voglio acquistare. In questo modo il sito non potrà prelevare più soldi di quanti ne ho ricaricati.

Per fare tutte queste operazioni in pochi secondi io uso Revolut, una banca online inglese. Revolut è anche il conto bancario principale di Active Powered, quindi lo consiglio caldamente!

Usa un VPN cifrato

Io sono un grande fan della privacy. Penso che non si debba aver qualcosa da nascondere per difendere la propria privacy: io semplicemente non mi fido delle istituzioni che vogliono collezionare le mie informazioni di navigazione (il retargeting è l’ultima delle mie preoccupazioni).

Per questo, per nascondere la mia attività online uso un VPN. Questo strumento è più che altro usato per la privacy, ma è anche un’aggiunta per la tua sicurezza informatica.

Un VPN è un intermediario per tutto il mio traffico online. In altre parole, diciamo che voglia visitare il sito https://activepowered.com. Senza un VPN, il mio computer manda una richiesta per il sito web di Active Powered. Il tuo ISP (Telecom, Wind, Fastweb…) può vedere la tua richiesta in chiaro, così come un potenziale attacco informatico.

Mentre con un VPN, mando una richiesta a un server esterno di cercare il sito di Active Powered. Il server VPN trova il sito, riceve i dati, e me li manda. Io non sono mai in contatto diretto con il sito di Active Powered (o qualsiasi altro sito), ma interagisco solo ed esclusivamente con il server VPN:

Come funziona un VPN.

Qualcuno che vuole spiare la mia attività potrà vedere che sono in contatto con il VPN, ma nessuna delle pagine che visito verrà rivelata.

In questo modo, nessuno potrà vedere quali siti ho visitato o quali servizi ho usato.

Ci sono tantissimi servizi VPN a disposizione. Quello che uso io è Private Internet Access.

Fai backup (nel modo giusto)

Backup significa salvare i tuoi dati in due posti diversi, ad esempio due dischi differenti. In questo modo, se un disco si rompe, non perderai tutti i tuoi dati.

Fare backup è uno dei consigli più diffusi per la sicurezza informatica, e anche uno dei più applicati. Forse in azienda stai già facendo backup dei tuoi dati.

Ma lo stai facendo nel modo giusto?

Fare backup non è semplice come potresti pensare. Se lo fai nel modo sbagliato, sei comunque vulnerabile a una perdita di dati.

Andiamo a vedere come creare un backup fatto bene. Iniziamo parlando di un grosso errore:

Sincronizzazione non significa backup

Non confondere sincronizzazione e backup.

Sincronizzazione significa avere una copia identica dello stesso disco, o cartella, in almeno due posti diversi.

Ad esempio, se fai RAID 1 o RAID 5 sul tuo computer o server, stai sincronizzando i dati. Se hai una cartella Dropbox sul PC, che sincronizza tutte le modifiche col server Dropbox, stai sincronizzando i dati.

Cosa c’è di male nella sincronizzazione?

La sincronizzazione ti protegge contro le rotture fisiche del disco, ma null’altro.

  • Se sei attaccato da un virus, la sincronizzazione è inutile.
  • Se cancelli per sbaglio un file importante, la sincronizzazione non ti permette di recuperarlo.
  • Se fai una modifica sbagliata al server che lo manda offline, e vuoi ripristinarlo, la sincronizzazione è inutile.

Qualora il disco rigido nel quale tieni i dati si rompa, avere un secondo disco sincronizzato ti permette di continuare a lavorare come se nulla fosse. Quindi dovresti sempre avere i tuoi dati sincronizzati.

Per tutto il resto, ti serve un backup.

Con un backup, le modifiche che fai sul disco principale non vengono immediatamente copiate sulle altre copie. La sincronizzazione viene fetta ogni ora, giorno o settimana. E idealmente, dovresti avere diverse copie di backup che vanno indietro di almeno 15 giorni.

In questo modo, se vuoi ripristinare un file o l’intero disco, potrai farlo.

La regola 3-2-1 per i backup

Quando si parla di backup, la regola più comune è quella 3-2-1: avere 3 copie dei tuoi dati, su 2 media diversi (come disco magnetico e SSD), 1 delle quali deve essere fuori dalla tua sede (esempio: cloud).

Tuttavia oggi, dove il cloud è ovunque, questa regola va svecchiata. Per una PMI, consiglio la regola 3-1-2:

3 copie dei dati, su 1 mezzo, e 2 copie cloud in datacenter diversi.

Questo ti semplifica non di poco la vita: ti basta installare un’app per il backup, e sarà il tuo provider di backup cloud a occuparsi di tutto il resto.

A tal proposito, i due provider più diffusi per fare backup cloud sono Amazon S3 e Backblaze B2 (io uso il secondo perché costa meno).

Ricorda di usare un backup incrementale e di conservare i dati per almeno 2 settimane per la massima sicurezza!

Come difendersi dai ransomware con un backup

I ransomware sono un tipo di virus informatico, che blocca e cripta i tuoi dati, e ti chiedi di pagare dei soldi per sbloccarli. Il più famoso ransomware recente è Wannacry.

Potresti pensare che basti ripristinare un backup per cancellare il ransomware, ma non è così.

Molti ransomware, così come molti altri tipi di virus e malware, possono corrompere anche tutti i tuoi backup. Il backup normale non ti garantisce la totale sicurezza informatica.

Come fare quindi?

Il consiglio è di avere un ulteriore backup, 100% offline e separato, che fai una volta a settimana. Fai backup di tutti i dati su un sistema che viene tenuto sempre offline, e fisicamente scollegato dal computer (o server) principale se non quando esegui il backup.

Questo è un backup avanzato che richiede tante risorse: nel 99% dei casi il backup 3-1-2 è più che sufficiente per qualsiasi evenienza. Io stesso non faccio questo tipo di backup settimanale. Ma se vuoi essere assolutamente sicuro di essere protetto da un attacco, questo è l’unico modo.

Se vuoi una guida più completa, dai un’occhiata a questo articolo su come fare backup.

Cifra i dati sul tuo computer

Se hai dati sensibili sul tuo computer, ti consiglio di proteggerli con una cifratura (o criptatura) a parte. In questo modo, sarà impossibile leggere i dati dal disco senza la password.

Potresti pensare che impostare una password su Windows (o sul Mac) sia sufficiente. In realtà, la password di sistema può essere aggirata da un esperto di informatica (soprattutto quella di Windows).

Quello con il quale mi sono trovato bene io è VeraCrypt, disponibile per Windows, Mac e Linux. Usa un protocollo di cifratura impenetrabile, è pieno di opzioni, ed è gratuito in ogni sua parte.

Puoi trovare un mio tutorial dettagliato su come usare VeraCrypt a questo indirizzo.

Insegna al tuo staff le pratiche migliori di sicurezza informatica

In un’azienda che si preoccupa di implementare le giuste tecnologie per la sicurezza informatica, resta un punto critico: il personale.

Molte persone non sono esperte nell’uso dei computer, e un attacco informatico mirato non avrebbe grandi difficoltà nel bucare anche il sistema più evoluto per una disattenzione umana.

Ti consiglio quindi di creare delle procedure per assicurarati che tutto lo staff segua queste pratiche di sicurezza.

Non mettere password o informazioni sensibili in siti senza SSL

Puoi verificare che la pagina sia HTTPS, ossia cifrata via SSL, con il lucchetto che appare accanto all’URL (ogni browser è leggermente diverso). Puoi cliccare sul lucchetto per avere più informazioni:

ssl su chrome

Non inserire mai una password o altre informazioni sensibili in una pagina senza SSL: i tuoi dati verranno trasmessi in chiaro su internet, e possono essere intercettati da chiunque.

Visitare una pagina senza SSL, invece, non è pericoloso se non inserisci dati sensibili.

Non usare wifi pubbliche (senza password)

Quanto è bello trovare una rete wifi senza password quando sei in giro? Peccato che sia una delle cose più pericolose in assoluto per la tua sicurezza informatica.

Quando sei in una rete pubblica, tutti i tuoi dati vengono trasmessi, appunto, pubblicamente. Chiunque può, con un minimo di conoscenza informatica, intercettare tutti i dati che invii e ricevi.

Per questo non dovresti mai usare reti wifi senza password, se non assolutamente necessario. E nel caso non potessi proprio farne a meno, segui questi due consigli per rendere i tuoi dati più sicuri:

  • Usa un VPN che cripta automaticamente tutte le comunicazioni (come il già citato Private Internet Access).
  • Naviga sempre in HTTPS, e non compilare nessun modulo in una pagina senza SSL.

Se segui questi due consigli, chiunque potrà comunque intercettare i tuoi dati. Ma visto che sono cifrati con protocolli di sicurezza, sarà impossibile leggerli.

Non scaricare o aprire file o allegati non sicuri

Questo è risaputo, ma sempre meglio ripeterlo: se non sai da dove viene un file o un allegato, non aprirlo. Sembra una banalità, ma ho visto ben troppi clienti ingannati. Soprattutto quando da giovane facevo il tecnico informatico.

Basta un click sbagliato per infettare un’intera rete aziendale, con decine di migliaia di euro di danni o più. Occhio!

Difenditi dal phishing

Il phishing è la pratica di “copiare” il sito web di un’azienda reale (come una banca), per raccogliere nome utente e password degli utenti.

I browser moderni sono bravi nel capire e bloccare automaticamente i siti di phishing:

Avviso phishing di Chrome per la sicurezza informatica.

Ma a volte, alcuni siti possono scappare. Per difenderti, ti basta controllare che l’URL del sito sia quello giusto. Questo controllo è particolarmente utile se hai cliccato su link da siti (o email) dei quali non ti fidi completamente.

I siti di phishing stanno perdendo di efficacia, visto che se usi la doppia autenticazione, scoprire la tua password non è sufficiente per entrare nell’account. Ma perché rischiare?

Antivirus e firewall aziendali servono?

La mia opinione è che no, antivirus e firewall di terze parti siano ormai obsoleti su un sistema moderno, Windows o Mac che sia.

Il punto più debole della sicurezza informatica non è il software, ma l’uomo: persone che non seguono le giuste pratiche di sicurezza, e creano delle vulnerabilità per la tua azienda.

Se tutti in azienda seguono i consigli di questi articolo, ti proteggerai da virus, problemi e attacchi informatici molto più di quanto potrebbe fare il miglior antivirus del mondo.

Nota che questo vale per i computer aziendali, ma non per i server: un server ha sempre bisogno di un antivirus e di un firewall, o altro sistema di sicurezza implementato nel sistema operativo. Questo è un compito svolto dal tuo amministratore di sistema.

Se tieni aggiornato il sistema operativo del tuo computer, antivirus e firewall sono già integrati nel tuo sistema: non ti serve fare altro. Anche se non li vedi, continueranno a monitorare il sistema in cerca di problemi.

Sicurezza informatica per aziende: conclusione

Abbiamo visto che la sicurezza informatica è importante. Devi seguire certe pratiche che ti difenderanno da virus, perdita di dati e attacchi mirati. Non solo devi farlo tu, ma anche tutto il tuo staff.

Questi consigli sono più che sufficienti per qualsiasi PMI voglia adeguarsi ai migliori standard di sicurezza informatica. Implementa queste pratiche, e sarai in una botte di ferro.

Una piccola nota a fine articolo va fatta per le grandi aziende, che potrebbero essere vittima di attacchi informatici molto avanzati e mirati, con elevati budget a disposizione.

In questo caso, ci sono altri consigli di cui devi tenere conto. Fra cui:

  • Bloccare di default le porte USB.
  • Non dare a nessuno l’accesso amministratore al sistema.
  • Cifrare e nascondere interi sistemi operativi.

Queste sono misure totalmente inutili per una PMI normale, anche per i maniaci della sicurezza informatica. Ma se lavori in una grande aziende con centinaia di migliaia o milioni di dati sensibili e migliaia di potenziali punti di ingresso, fai sempre affidamento ad un’azienda di sicurezza informatica dedicata!