Garante Privacy e pixel di tracciamento ActiveCampaign. Cosa cambia, quando e come
Il 17 aprile 2026 il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha disposto nuove regole sull’uso dei pixel di tracciamento nelle email di marketing a carico di chiunque usi strumenti di tracciamento nelle email – e ActiveCampaign, come tutti i principali provider di email marketing, li usa per default.
La scadenza per adeguarsi è il 29 ottobre 2026. C’è tempo ma intanto è bene capire come muoversi.
Questo è un articolo informativo. Lo aggiorneremo man mano che avremo informazioni certe e verificate sulle soluzioni operative da adottare dentro ActiveCampaign. Per ora, l’obiettivo è che tu sappia esattamente cosa dice il provvedimento, cosa ti riguarda e cosa non ti riguarda.
Cosa stabilisce il provvedimento del Garante
Il punto di partenza è l’art. 122 del Codice Privacy, che recepisce la direttiva ePrivacy europea. La norma stabilisce un principio chiaro: è vietato accedere a informazioni archiviate sul dispositivo di un utente, o archiviarvi informazioni, senza il suo consenso preventivo.
Il pixel di tracciamento di ActiveCampaign rientra in pieno in questo perimetro. Quando un destinatario apre una tua email, il suo client scarica un’immagine – tipicamente un’immagine trasparente di 1×1 pixel – dal server del provider.
In quel momento vengono registrate queste informazioni: il fatto che l’email è stata aperta, il timestamp, l’indirizzo IP del dispositivo, il tipo di client e sistema operativo, e un identificativo che collega quell’apertura al singolo contatto nel tuo database.
Questi dati alimentano le statistiche di apertura, ma possono anche attivare automazioni – un follow-up automatico, un aggiornamento del lead score, una variazione nel flusso di nurturing.
Il Garante stabilisce quindi che per usare il pixel di tracciamento individualizzato nelle email serve il consenso preventivo, libero, specifico e informato del destinatario.
Non basta il consenso generico alla ricezione delle email, non basta l’informativa nel footer.
Serve un consenso che riguardi specificamente il tracciamento.
La regola si applica senza distinzioni al tipo di comunicazione:
- Email promozionali.
- Newsletter.
- DEM.
- Campagne automatizzate.
- Sequenze di nurturing..
Se c’è un pixel che identifica il singolo contatto all’apertura, serve il consenso.
Il provvedimento riguarda chiunque faccia email marketing verso destinatari in Italia, indipendentemente da dove ha sede l’azienda o dove è registrato l’account del provider.
Le deroghe: i tre casi in cui il consenso non serve
Il provvedimento prevede tre eccezioni.
Statistiche aggregate anonimizzate. Se il pixel inserito nelle email è identico per tutti i destinatari della stessa campagna – non differenziato per singolo contatto – e i dati raccolti servono esclusivamente per conteggiare le aperture in forma aggregata, il consenso non è richiesto.
La condizione è che non avvenga nessun trattamento individuale: nessuna associazione tra l’apertura e il profilo del contatto, nessuna automazione attivata dall’evento.
Il pixel standard di ActiveCampaign, che registra l’apertura collegandola al singolo contatto, non soddisfa questa condizione e quindi non rientra nella deroga.
Sicurezza e autenticazione. Se il pixel serve esclusivamente per verificare che un’email transazionale – reset password, attivazione account, verifica identità – sia stata aperta dal dispositivo corretto nell’ambito di un flusso di sicurezza, il consenso non è richiesto. Si tratta di casi tecnici molto specifici, del tutto estranei alla normale attività di email marketing.
Messaggi istituzionali con obbligo giuridico. Notifiche bancarie, comunicazioni di modifica contrattuale, alert di sicurezza obbligatori per legge, campagne antifrode disposte da autorità competenti. Chi ha un obbligo normativo di comunicare rientra in questa deroga, e solo per quei messaggi specifici.
Se fai email marketing standard – newsletter, promozioni, nurturing, campagne DEM – nessuna delle tre deroghe si applica alla tua attività ordinaria. Il consenso al pixel è obbligatorio.
Il centro preferenze: una soluzione possibile, da confermare
Il Garante non indica una soluzione tecnica specifica per gestire il consenso e la sua revoca.
Indica però, nel testo del provvedimento, le caratteristiche che la soluzione deve avere.
Ogni email deve contenere un meccanismo accessibile – un link o un’icona standardizzata nel footer – che permetta al destinatario di esercitare una scelta granulare.
Non solo “disiscrivi”, ma una scelta tra tre opzioni distinte:
- Continuare a ricevere le email con tracciamento,
- Continuare a ricevere le email senza tracciamento,
- Non ricevere più nulla.
Il Garante indica esplicitamente un’area dedicata alla gestione di queste preferenze come implementazione idonea di questo requisito.
Nella pratica di chi usa ActiveCampaign, questo scenario rimanda direttamente al Preference Center – lo strumento nativo della piattaforma che permette ai contatti di gestire le proprie preferenze di ricezione.
Stiamo perciò verificando con ActiveCampaign se il Preference Center del software sia configurabile per includere una voce specifica sul consenso al pixel, separata e indipendente dalle preferenze sulle liste o sui contenuti.
L’ipotesi su cui ci stiamo concentrando prevede un link nel footer di ogni email che permette al contatto di aggiornare il proprio consenso al tracciamento. La scelta del contatto aggiornerebbe un campo personalizzato in ActiveCampaign, che consentirebbe di segmentare il database in due gruppi distinti – chi ha dato il consenso al pixel e chi no – e di gestire gli invii di conseguenza, con comunicazioni differenziate per ciascun segmento.
Prima di confermare questa come soluzione raccomandata, dobbiamo verificare con ActiveCampaign alcuni dettagli tecnici, tra cui la possibilità di disattivare il pixel di tracciamento a livello di singola campagna o di intero account. È una delle informazioni che abbiamo richiesto direttamente al loro team.
Te la anticipiamo adesso perché, quando arriveranno le conferme, saprai già di cosa si tratta e il passaggio successivo sarà più immediato.
Come ti aggiorneremo
Tutto quello che c’è da sapere – le soluzioni operative, le istruzioni passo per passo per adeguarsi dentro ActiveCampaign, le opzioni disponibili in base alla tua situazione – le troverai qui, aggiornato man mano che avremo informazioni verificate e ti avviseremo: tramite newsletter o email diretta.
