Come ottenere recensioni con una sequenza email di automation marketing
Le recensioni sono fondamentali per qualunque azienda che operi online, questo è oramai acclarato. Lo user generated content, le recensioni scritte dai clienti che forniscono “la prova sociale” e che favoriscono il passaparola genera per l’azienda fino al 100% in più di ricavi, oltre a tutte le altre ricadute positive sulla fiducia e nell’awarness del brand. Le recensioni migliori non piovono da sole ma spesso vanno chieste espressamente. Farlo a mano, ricordarsi ogni volta di chiedere al cliente e di farlo manualmente è improponibile ed è per questo che dobbiamo pensare ad un modo automatizzato di farlo. Con una sequenza email di automation marketing pensata per ottenere recensioni.

Automation marketing per la fidelizzazione: la sequenza per ottenere recensioni
Una recensione non è un favore. È un atto di restituzione. Il cliente ti dà indietro qualcosa solo se percepisce che è giusto farlo. È una combinazione di soddisfazione per il prodotto, stima per il brand e volontà di fare qualcosa in suo favore. Ma nonostante tutto, da qui alla recensione pubblicata ci sono ancora degli step da coprire, e bisogna farlo se si vuole investire in questa canale di passaparola sociale.
Precondizione fondamentale: il consumo del prodotto
Nessuna sequenza sarà possibile senza alcune precondizioni. Nessuna recensione parte dal nulla.
Il nostro consiglio è quello di partire sempre con una sequenza di consumo prodotto.
Questa sequenza è finalizzata a sapere se il cliente ha consumato effettivamente il prodotto e ne ha tratto il beneficio che si aspettava ed è, per questo, soddisfatto.
Inutile chiedere recensioni a persone che non hanno consumato il prodotto o se l’hanno fatto non ne sono soddisfatti. In questo caso chiedere una recensione è inutile quanto addirittura dannosa. Si rischierebbe una recensione negativa e quel che è peggio è che saresti stato tu a produrla con una richiesta maldestra.
Nell’articolo che abbiamo linkato sopra trovi tutto quello che serve per realizzare una sequenza di consumo prodotto. Al termine della quale, puoi segmentare le risposte positive e inviare una sequenza per ottenere una recensione dai clienti soddisfatti.
Altre precondizioni fondamentali per la sequenza recensioni
- Il cliente deve poter scrivere una recensione con la massima semplicità e il minor impiego di tempo. È tuo compito allestire il percorso che deve essere snello, semplice e condurre in porto l’operazione senza ostacoli.
- Devi avere una pagina recensioni che non scappa via dal punto di vista UX. Semplice, intellegibile, con scelte e percorsi univoci: un link, una scelta, fine.
- Devi fare in modo di “guidare la recensione”. Molte persone sono soddisfatte per l’acquisto ma non sono capaci di esprimerlo al meglio in pochi minuti. Si inceppano, rimandano e spesso si arrendono. Nel campo del testo prevedi un testo pre-impostato che il cliente può seguire e scrivere nella forma e nella sostanza quello che vorresti scrivesse: non “come ti sei trovato con noi”, ma “qual è stato il risultato che hai ottenuto grazie al nostro prodotto/servizio?”.
- Il timing è tutto. Una richiesta fuori tempo, ti manda il cliente fuori tempo. Calcola bene i tempi. Una volta che ottieni la prova della soddisfazione, parti con la sequenza.
- Mobile first al 100%, perché la stragrande maggioranza delle persone risponde da smartphone e se devono zoomare, fare attenzione a cliccare, sbagliare e riprovare, rinunciano a prescindere. E fanno anche bene.
Anatomia di una sequenza
Una volta che hai portato a termine la sequenza di consumo e registrato la soddisfazione, accendi pure la miccia.
In generale, la struttura “base” è sempre la stessa: scaldi, chiedi, ricordi, chiudi.
- Email 1: Ringrazia il cliente per la soddisfazione che ti ha espresso (nella sequenza precedente) e richiedi una recensione.
- Email 3: follow-up leggero.
- Email 4: follow-up finale, elegante, senza pressioni.
I copy delle email
Qui la scrittura è tutto. Una mail scritta male sembra un favore che chiedi di malavoglia. Una mail scritta bene è un invito naturale a raccontare l’esperienza.
EMAIL 1
Oggetto: Grazie per averci comunicato il tuo parere
Ciao [nome],
Mi ha fatto molto piacere sapere che ti sei trovato bene con il nostro [prodotto/servizio] e che tu abbia voluto condividere con noi la tua soddisfazione. Ti andrebbe di farlo sapere anche ad altri che hanno il tuo stesso problema, lasciando una recensione del prodotto? Ci vogliono 3 minuti, cliccando su questo link.
Ti auguro buona giornata e per qualunque cosa sono sempre a disposizione, ti basta cliccare su rispondi. Ti leggo. 🙂
[nome e cognome responsabile del brand]
EMAIL 2. Follow-up umano
Oggetto: ti ricordi quella recensione?
Ciao [nome],
ti scrivo solo ricordarti quel piccolo favore di una breve recensione su [prodotto_servizio].
Non ci metti più di tre minuti e se clicchi su questo [link] vedrai quanto è facile e veloce.
Grazie di cuore,
[nome responsabile del brand]
EMAIL 3 — Follow-up finale
Oggetto: Ultima cosa e poi smetto di disturbarti
Ciao [nome],
solo per ricordarti di scrivere la tua recensione. Sai, è davvero molto importante per noi far sapere ad altri che tu sei soddisfatto del tuo acquisto. Questo ci aiuta anche a migliorare ulteriormente i prodotti e a poterti soddisfare ancora, in futuro. Ce la dai una mano?
Vai a questo link!
(Se c’è qualche problema nel rilasciare la recensione, fammelo sapere cliccando su rispondi).
Grazie di tutto,
[nome responsabile brand]
Varianti B2B: per chi vende consulenze, coaching, servizi
Nel B2B il concetto di “recensione” è diverso da quello dell’ecommerce. Qui non stai chiedendo di lasciare 5 stelle su una piattaforma pubblica: stai raccogliendo una testimonianza da usare sul tuo sito, nelle pagine di vendita, nelle presentazioni commerciali o nei case study. E il modo più semplice per ottenerla è far sì che il cliente ti risponda direttamente via email.
Un esempio di email
Oggetto: Ti va di condividere cosa è cambiato finora?
Ciao [nome],
stiamo raccogliendo alcune testimonianze da parte dei clienti che hanno iniziato da poco un percorso con noi. Ci aiutano a far capire ad altre aziende cosa aspettarsi e quali risultati concreti si possono ottenere.
Se ti va di contribuire, puoi semplicemente rispondere a questa email raccontando in 4–5 righe:
- Da dove sei partito.
- Che problema volevi risolvere.
- Cosa è cambiato finora.
- Cosa ti è stato più utile.
Se sei d’accordo, potremmo pubblicare la tua testimonianza nelle nostre pagine dedicate. In caso contrario, nessun problema: resta tra noi.
Varianti avanzate per spingere le recensioni
Nonostante le email precedenti, le recensioni latitano? Puoi provare una versione con incentivo.
Sequenza con incentivo
Non un buono sconto (che è borderline, fa capire che sei disperato), ma puoi offrire un contenuto extra, una guida, un accesso anticipato. Basta che sia percepito come valore, non come “corruzione”. Recensire costa comunque del tempo, per quanto minimo, al cliente e questo tempo tu sei pronto a rimborsarlo.
Best practices per le sequenze di recensioni
Il miglior consiglio è quello di rendere la recensione facilmente scrivibile. Se non guidi il cliente, si blocca.
Un esempio di frase da mettere vicino al modulo recensioni:
“Puoi raccontare cosa ti ha portato ad acquistare, com’è andata finora e cosa hai apprezzato di più”.
La seconda cosa fondamentale è la pagina recensioni: dev’essere una strada dritta, senza curve. Se servono 3 clic per arrivarci, hai già perso metà delle recensioni.
Errori da evitare
- Chiedere troppo presto: recensioni inutili.
- Chiedere troppo tardi: recensioni che non arrivano.
- Chiedere una sola volta: significa rinunciare all’80% dei potenziali feedback.
- Chiedere recensioni generiche: “tutto bene”. Non serve a nessuno.
KPI da monitorare
Non contano solo quante recensioni ottieni, ma anche:
- Il CTR dell’email 1.
- Le visite alla pagina recensioni.
- Il rapporto recensioni/visite.
- La percentuale di recensioni positive.
- L’impatto sul conversion rate del sito 30–60 giorni dopo.
Dove pubblicare le recensioni
Se vuoi sfruttare davvero le recensioni, devi ragionare su dove pubblicarle e quanto distribuire il flusso. E qui c’è sempre il dubbio: meglio presidiare mille piattaforme o concentrarsi su poche? La realtà è più semplice.
Il tuo sito è imprescindibile. È casa tua, è l’unico spazio in cui controlli layout, contesto, storytelling e dove il potenziale cliente arriva già caldo. Lì le recensioni devono vivere in almeno tre zone: pagina “prove sociali” (o simile), pagine di servizio/prodotto e dentro le sequenze email di onboarding o nurturing.
I social funzionano bene quando usi contenuti brevi, veri, che sembrano “rubati dalla vita reale”: screenshot di commenti, brevi video dei clienti, frasi estratte da email. Non devono sembrare spot pubblicitari, ma scene spontanee. Su Instagram e TikTok, meglio i video “lo-fi”; su LinkedIn vanno bene i post con storytelling e citazioni testuali.
Poi c’è il capitolo piattaforme esterne. Qui dipende dal settore. In generale:
- Google Business Profile: quasi obbligatorio, perché tutti cercano lì.
- Trustpilot: utile quando vuoi qualcosa di molto riconoscibile e verificato.
- Capterra/G2: perfetti se lavori nel SaaS o nella consulenza B2B.
- TripAdvisor/TheFork /Yelp: solo se sei nel food, hospitality, turismo.
Meglio averne mille? No. Il rischio è disperdere energie e sembrare “sospetti” se hai 4 recensioni sparse su 20 piattaforme diverse. Meglio una principale, quella che per il tuo settore pesa davvero, e una secondaria. Poi tutto il resto va riportato sul sito o trasformato in contenuti social.
L’obiettivo non è “essere ovunque”, ma costruire densità, cioè un numero consistente di recensioni tutte nello stesso posto, che dà un impatto immediato e una percezione di solidità.
Sequenza recensioni in conclusione
Alla fine la sequenza recensioni non è una formalità: è un pezzo di strategia che trasforma la soddisfazione dei clienti in un asset che continua a lavorare per te. Quando chiedi nel modo giusto, raccogli nel posto giusto e ridistribuisci con intelligenza, le parole dei clienti diventano più persuasive di qualunque copy. È un circuito virtuoso che cresce da solo: più recensioni arrivano, più fiducia generi, più diventa semplice ottenerne altre. E a quel punto non stai più “chiedendo feedback”, stai costruendo reputazione, a tutto vantaggio di ricavi e brand awareness.



















